Tango Argentino a Milano


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L'Arrabal

Un po' di storia...

L’arrabal è il termine originale, usato nei testi di Borges, per indicare la periferia urbana.
Il tango nasce quindi in queste zone delle città, dove vivevano le popolazioni più povere, emigrati e
criollos (creoli, emigrati di seconda generazione, ovvero figli di immigrati europei che si installarono in sudamerica).
L’arrabal negli anni di grande crescita economica, è un’entità geografica in scomparsa, perché viene assorbito dalla città, che si estende sempre di più. Persino le abitudini delle persone devono cambiare, anche se tramite processi lenti: cambia l’aspetto dei sobborghi, il criollo entra a far parte della catena produttiva della città (egli era sempre visto dagli europei come un nullafacente, uno scansafatiche) e le popolazioni immigrate si amalgamano più facilmente. All’inizio tra questi immigrati c’era molta diffidenza, ma i testi poetici del tango, a differenza delle pièces teatrales, non riportano gli scontri tra immigrati di varie origini, in quanto il tango moderno è nato quando la mescolanza e la collaborazione tra gli immigrati è già avvenuta.
L’arrabal rimane comunque il luogo prediletto del tango, anche se la sua facciata si sta pian piano modificando. I luoghi mitizzati dalle canzoni sono i cortili delle case, dove ogni sera c’era una festa e si improvvisavano balli di soli uomini o balli di seduzione a coppie; la finestrella della casa della propria amata; un fiore; il porticato.
Questi luoghi sono posti idealizzati per chi ci ha vissuto e un elemento al quale si accostano è il fango, una sostanza non sicura, non stabile come l’asfalto, ma che prende i toni del rimpianto, della malinconia, simbolo del luogo tanto caro, quale era l’arrabal. Il sobborgo urbano diventa anche luogo in cui l’uomo ha una propria dignità da difendere, i valori che perdurano sono quelli dell’onore e della solidarietà, concetti che vengono ripresi nei testi del tango. Questa patria diventerà un segno indelebile, una patria che non si può rinnegare, nemmeno per coloro che tentano un’ascesa sociale: l’arrabal è la madre che li ha visti crescere, è un elemento vitale per chi ci ha vissuto, tanto che perfino nel tango viene decantato

(…)
Perché me lo portano via, il mio quartiere, il mio tutto,
io, figlio del fango, lo vengo a rimpiangere…
il mio quartiere è mia madre che non risponde più…
che dicano dove lo hanno sepolto!

(Puente Alsina, di B. Tagle)

Il cambiamento urbano, che stanno subendo i quartieri durante l’ascesa economica del Paese, non è quindi cosa molto gradita per i suoi “figli”, anzi, essi stessi ne hanno nostalgia.
Anche le regole e i valori vengono idealizzati nelle poesie-canzoni, in quanto c’è il desiderio da parte degli abitati di questi luoghi, nel mantenerli saldi e la speranza che restino immutati.
Le poesie e le canzoni del tango, in conclusione, sono degli strumenti che mostrano la vita vera del popolo dei sobborghi delle metropoli sudamericane.


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