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Compositori
Francisco Canaro, detto Pirincho, (soprannome datogli dalla sua levatrice e che vedendolo con i capelli alzati gli diede il nome di un uccello con la cresta tipico del Rio de la Plata) nasce in Uruguay, nella città di San José de Mayo, il 26 novembre 1888, in una condizione di povertà tale che lo porta ad avere continua necessità di lavorare, senza avere la possibilità di studiare. La passione per la musica è la sua unica via di salvezza. Dal 1918 lottò per ottenere i diritti d’autore, fino ad allora non riconosciuti, e contribuì fortemente alla creazione dell’attuale SADAIC (Sociedad Argentina de Autores y Compositores de Música, corrispondente alla nostra SIAE) fondata nel 1935 e la cui sede fu costruita su terreni di sua proprietà.
Iniziò suonando la chitarra grazie agli insegnamenti di un suo vicino contadino, ma il suo amore andava al violino, che essendo molto costoso si era ingegnato a replicare con una latta d’olio ed un mango. Disse “Il primo tango di cui ho memoria è El Llorón, di autore anonimo. L’astuccio me lo fece mia nonna; in realtà si trattava di una spece di fodera, e così cominciai a guadagnare qualcosa ai balli della gente del posto”. Il suo debutto ufficiale lo fece a Ranchos, un paese sperduto a 100 km. da Buenos Aires, esibendosi con un trio che ebbe vita corta.
Tornato a casa conobbe il bandoneonista Vicente Greco, colui che inventò la denominazione Orquesta Típica e che ebbe grande influenza su Canaro. Nel 1908 suonò nei café-concerto de La Boca, in seguito si riunì con Greco con cui intraprende diverse tournées di successo. Nel 1912 inizia la sua carriera da compositore con i tangos Pinta Brava e Matasanos; le sue composizioni saranno così tante che ancor oggi si discute su quante siano realmente sue e quante ne abbia acquistate od espropriate: si parla di un numero di composizioni variabile tra le 3500 e le 7000.
Dal 1924 si sentì poi l’esigenza di integrare un cantante nell’orchestra, anche solo per intonare l’estribillo, piccolo ritornello centrale di ogni composizione. Uno dei primi estribillistas fu Roberto Díaz; a questa novità Canaro aggiunse il contrabbaso, Leopoldo Thompson, e nelle feste di carnevale arrivò a formare orchestre di 32 elementi, cosa mai vista prima nel tango. Nel 1925 arriva a Parigi, dove spopolava il tango e Manuel Pizzarro con i suoi fratelli; dal canto suo Canaro portò con sé i suoi due estribillistas Agustín Irusta e Roberto Fugazot ed il pianista Lucio Demare. Questa formazione tronfò per dieci anni in tutta Europa, unitamente a Teresa Asprella come voce femminile.
Nel 1926 Canaro, libero da impegni di lavoro, compie un lungo viaggio attraverso l’Italia, per arrivare a visitare il paese delle sue origini ed incontrare la nonna. Il viaggio inizia da Torino, città che lo affascina per le architetture e per la laboriosità degli operai FIAT, ma che lo lascia un po’ freddo per i rapporti umani; S’innamora invece di Genova, del suo centro storico e della sua cucina; rimane incantato ed in soggezione di fronte all’incanto di Roma, ma viene conquistato dal calore di Napoli e dei Napoletani. Il tutto per arrivare finalmente a Ceraso, piccolo paesello difficilmente raggiungibile nel Salernitano, dove finalmente incontra la nonna ottantaseienne. Infine il viaggio di ritorno con tappe a Firenze, Pisa (folgorato dalla torre), Venezia e Milano (che chiama “piccola Parigi”).
Dal 1929 e il 1938 ebbe una bellissima storia d'amore con la cantante Ada Falcòn conclusasi quando lei gli chiese di separarsi.
Al suo ritorno in Argentina, sfruttò la radio e qualche tour per ritornare in auge; prosegue poi con il teatro musicale e con un’evoluzione sinfonica del tango, che veniva allora eseguito dal golfo mistico, come le opere teatrali per l’appunto.
L’unico insuccesso della sua carriera lo registrò nel cinema: la sua casa produttrice Río de la Plata, non fu mai in guadagno e di conseguenza fu presto abbandonata. Nel 1956 pubblicò le sue memorie dal titolo "I miei 50 anni con il tango". Una stana malattia, la malattia di Paget, lo condusse alla morte il 14 dicembre 1964 all'età di 76 anni.
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