Tango Argentino a Milano


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Eduardo Rovira

Compositori

In gioventù fu bandoneonista e spesso arrangiatore nelle orchestre con le quali suonò
Comincia agli inizi degli anni ‘40 con l’orchestra di Francisco Alessio, continuò con quella di Vicente Fiorentino, di Antonio Rodio, con la famosa orchestra di Orlando Goñi e nella seconda metà della decade integrò le formazioni di Miguel Traforò e di Osmar Maderna.
Nel 1949 diresse l'orchestra di Alberto Castillo e in seguito forma un'orchestra per suonare in Radio Splendid, tra 1951 e 1952. Collabora anche con José Basso e nel 1956 con Alfredo Gobbi.
Nel 1957 insieme al cantore Alfredo del Fiume creano un’orchestra di tango convenzionale e ballabile. Quando si separano Rovira mantiene la formazione ma con le voci di José Berón - fratello di Raúl - e Jorge Hidalgo.
Nel 1958 alterna il suo lavoro suonando come primo bandoneón e come arrangiatore dell'orchestra del gran pianista Osvaldo Manzi con cui in seguito forma un trio insieme al contrabbassista Kicho Díaz a cui si unisce la voce di Silvia del Fiume.
Due anni più tardi irrompe nel mondo musicale col suo “Raggruppamento di Tango Moderno” l'Octeto La Plata, creando musica per il solo ascolto: Rovira al bandoneón, Osvaldo Manzi al piano, Reynaldo Nichele primo violino accompagnato da Ernesto Citón e Héctor Ojeda, Mario Lalli alla viola, Enrique Lannoó al violoncello e Fernando Romano al contrabbasso.
Con Atilio Stampone e Nichele formano un trio che debutta nel novembre del 1965 nello scenario del locale "Gotan", dove suonano fino a 1970.
A La Plata, capitale della Provincia di Buenos Aires, fissa la sua residenza dove partecipa all'orchestrazione della Banda della Polizia provinciale.
Rovira è un creatore prolifico, compose circa 200 tanghi e quasi un centinaio di pezzi di musica da camera. Della sua opera possiamo citare: "A Don Alfredo Gobbi", "A Don Pedro Santillán",
la più conosciuta "Ad Evaristo Carriego" successo di Don Osvaldo Pugliese, "Azzurro ed io", "Bandomanía", "Contrappuntando", "L'engobbiao" eseguito magistralmente per Gobbi, "Il violino della mia città", "Febbrile", "Majomaju", "Milonga per Mabel e Parrucca", "Opus" 16, "Uccello" dell'anima, "Preludio della chitarra abbandonata" "Che lo partoriscono", "Sanateando", "Sonico", "Tango in tre", "Tango per Charrúa", "Tango per Ernesto" e "Taplala."
Morì giovane, per strada, all'età di cinquantacinque anni , di infarto, davanti alla porta della sua casa a La Plata



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